ORDINANZE, ORDINI DEL GIORNO E RICORSI (mai al buon senso)

Il 2 marzo 2021, la sezione Terza Quater del TAR Lazio con ordinanza cautelare ha sospeso la nota AIFA del 9 dicembre 2020 contenente così come riportato testualmente “principi di gestione dei casi Covid19 nel setting domiciliare” nella parte in cui nei giorni di malattia da Sars-covid, prevede unicamente una “vigilante attesa” e somministrazione di fans e paracetamolo e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da covid.

In altre parole, il Tribunale Amministrativo ha ritenuto che non dovesse essere applicata, seppur in via cautelare e d’urgenza, la parte della nota in cui veniva data indicazione di curare, i primi giorni di malattia da Sars-covid, attraverso una c.d. una “vigilante attesa” e somministrazione di fans e paracetamolo, e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da covid.

La parte motiva dell’ordinanza evidenziava la fondatezza della richiesta, “…in relazione alla circostanza che i ricorrenti fanno valere il proprio diritto/dovere, avente giuridica rilevanza sia in sede civile che penale, di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza, e che non può essere compresso nell’ottica di una attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene sotto profili diversi, per i medici stessi…”.
 In considerazione di ciò, il 7 aprile il Senato durante la 312 seduta ha discusso un ordine del giorno che impegnava il Governo ad aggiornare, tramite l'Istituto superiore di sanità, agenas ed Aifa, i protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare dei pazienti Covid 19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo, l'ordine del giorno è stato poi approvato all'unanimità durante la seduta 313 del 8 aprile 2021.

Ciononostante, anche questa volta, è stata sottovalutata la pervicacia del Ministro della Salute che, come diffuso da fonti di stampa, sembra aver depositato, insieme all'AIFA un ricorso contro l'ordinanza del TAR Lazio.

A questo punto, la maggiore libertà che sembrava essere stata riconosciuta ai medici di scegliere la cura ritenuta più idonea – secondo scienza e coscienza – è stata nuovamente limitata e dovremo attendere, per conoscere gli esiti processuali, la data del 20 luglio 2021 in cui è stata fissata la trattazione nel merito della controversia.


28 Aprile 2021

Ufficio Stampa di Tutela Costituzionale