IL GREEN PASS DEL DL DRAGHI TRA VIOLAZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI E VIOLAZIONE DELLA PRIVACY

Lo hanno chiamato il "Governo dei Migliori" ma incredibilmente, anche i nuovi decisori, sembrano voler proseguire nel solco dei loro predecessori.

Anche il DL draghi ( quello approvato il 22 aprile), nella parte relativa all'introduzione del "pass vaccinale" presenta criticità tali da potersi considerare privo di una valida base  giuridica per l’introduzione e l’utilizzo dei certificati verdi a livello nazionale in quanto risulta privo di alcuni degli elementi essenziali richiesti dal Regolamento (artt. 6, par. 2 e 9) e dal Codice in materia di protezione dei dati personali (artt. 2 ter e 2 sexies).
L'argomentazione è stata espressa, in maniera perentoria, dal Garante per la privacy che, il giorno successivo all'entrata in vigore del DL, ha emanato un provvedimento di avvertimento nei confronti dei Ministeri della salute, dell’interno, dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale e dell’economia e delle finanze, degli affari regionali e la Conferenza delle Regioni o delle Province autonome avvertendoli che i trattamenti di dati personali effettuati in attuazione delle disposizioni di cui al decreto legge del 22 aprile 2021, n. 52, potrebbero violare i diritti e le libertà di tutti i cittadini.

Secondo il parere espresso dal Garante, il DL è affetto da un vizio procedurale perchè  in violazione dell’art. 36, par. 4, del Regolamento, il decreto legge del 22 aprile 2021, 52, è stato adottato senza che la preventiva consultazione del Garante.
Il mancato coinvolgimento dell’Autorità, previsto anche “durante l’elaborazione di una proposta di atto legislativo”, oltre a evitare il vizio procedurale, avrebbe consentito all’Autorità di indicare tempestivamente modalità e garanzie nel trattamento dei dati contribuendo all’introduzione di una misura certamente rispettosa della disciplina in materia di protezione dei dati personali. ma ciò, incredibilmente, non è avvenuto.

A ciò aggiungasi che, manca nel testo legislativo l'indicazione delle finalità che hanno determinato la necessità di introdurre la misura del "pass vaccinale" con la conseguente impossibilità di valutare se la misura sia proporzionata rispetto alle finalità perseguite.

Non solo, il Garante osserva ancora come il DL violi il principio di minimizzazione dei dati, il principio di esattezza, il principio di trasparenza, il principio di limitazione della conservazione e di integrità e riservatezza.

Il Dl entrato in vigore il 23 aprile 2021 e l'obbligo del "pass Vaccinale", ferme restando le criticità costituzionali, è effettivo.

Sarà interessante vedere quali saranno i successivi passi del Consiglio dei Ministri anche rispetto a eventuali direttive che venissero impartite alle Prefetture.


Ufficio stampa Tutela Costituzionale
25 Aprile 2021